LEGGE DI BILANCIO 2019

E’ stata pubblicata sul S.O. n. 62 alla G.U. 31 dicembre 2018, n. 302 la Legge 30 dicembre 2018, n. 145, contenete il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e il bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (cd. Legge di Bilancio 2019). La legge è in vigore dal 1° gennaio 2019 e prevede, tra le disposizioni in materia di lavoro e previdenza, l’ampliamento dell’incentivo per le assunzioni al Sud e la proroga degli incentivi per il contratto di apprendistato al Sud, nonché incentivi per l’assunzione di autotrasportatori; l’esenzione per i contratti a termine stipulati da determinati Enti, dall’applicazione dei limiti disposti dal c.d. decreto Dignità; il potenziamento dell’Ispettorato del lavoro; istituzione del Fondo per il reddito di cittadinanza; bonus assunzione per laureati cd. “eccellenti”; riduzione tariffe INAIL; priorità nelle richieste dello smart-working formulate da lavoratrici nei 3 anni successivi al congedo obbligatorio di maternità, nonché da lavoratori con figli in condizioni di disabilità; nell’ambito delle misure per la famiglia: modifica delle modalità di utilizzo del congedo obbligatorio della madre, aumento ed estensione del bonus per l’iscrizione dei figli agli asili nido, aumento del bonus paternità e conferma del congedo facoltativo.

 

Di seguito vengono esaminate alcune disposizioni in materia di lavoro.

Incentivi all’assunzione

 

Viene confermato lo stanziamento di 500 milioni di euro, negli anni 2019 e 2020, per il finanziamento del bonus assunzioni per il Mezzogiorno in favore dei datori di lavoro che assumono soggetti di età inferiore a 35 anni o privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi (art. 1, comma 247).

 

E’ prevista la proroga della mobilità in deroga con la concessione nel limite massimo di 12 mesi, in favore dei lavoratori che hanno cessato la cassa integrazione guadagni in deroga nel periodo 1° dicembre 2017-31 dicembre 2018 e non hanno diritto all’indennità di disoccupazione NASpI; a tali oggetti, dal 1° gennaio 2019, si applicano specifiche misure di politica attiva, individuate in un apposito piano regionale (art. 1, commi 248-253).

 

Per i giovani conducenti under 35  assunti a tempo indeterminato da imprese, iscritte al Registro elettronico nazionale e all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, è prevista la possibilità di ottenere dal datore di lavoro il rimborso del 50% delle spese sostenute e documentate per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto terzi, ad esclusione dei versamenti corrisposti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il rilascio della patente e delle abilitazioni professionali e delle spese relative all’acquisto dei contrassegni telematici. Le agevolazioni si applicano ai soggetti inquadrati con le qualifiche Q1, Q2 o Q3 previste dal Ccnl-Logistica, trasporto merci e spedizione.

Il rimborso a favore dei giovani conducenti è erogato da ciascuna impresa entro 6 mesi:

– dalla data di decorrenza del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

– dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio nel caso di conducenti già assunti e già inquadrati nelle imprese in argomento, purché in possesso degli indicati requisiti.

Inoltre, al datore di lavoro spetta una detrazione, dall’imposta sul reddito delle società (IRES) lorda, pari ai rimborsi erogati, fino ad un ammontare complessivo degli stessi non superiore a 3.000 euro totali per ciascun periodo d’imposta (art. 1, commi 291-295).

 

E’ previsto un bonus per l’assunzione di laureati cd. “eccellenti”, con l’introduzione di uno sgravio totale annuale fino ad un massimo di 8.000 euro nel caso di assunzione a tempo indeterminato o trasformazione di contratti a tempo determinato in rapporti stabili nel 2019. Lo sgravio riguarda i datori di lavoro privati che assumono i soggetti con i seguenti requisiti:

– laurea magistrale, ottenuta nel periodo compreso tra il 2018 e il 30 giugno 2019 con la votazione di 110 e lode e con una media ponderata di almeno 108/110, entro la durata legale del corso di studi e prima di aver compiuto 34 anni, in Università statali o non statali legalmente riconosciute;

– dottorato di ricerca, ottenuto nel periodo compreso tra il 2018 e il 30 giugno 2019 e prima di aver compiuto 30 anni, in Università statali o non statali legalmente riconosciute (art. 1, commi 706-717).

Apprendistato e alternanza scuola-lavoro

Vengono stanziati 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 per confermare gli incentivi previsti per l’assunzione con contratto di apprendistato per la qualifica, il diploma e il certificato di specializzazione. Il beneficio consiste nella riduzione delle aliquote di contribuzione poste a carico del datore di lavoro e nella disapplicazione del contributo di licenziamento (art. 1, comma 290).

I percorsi di alternanza scuola-lavoro sono ridenominati percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento e, a decorrere già dall’anno scolastico 2018/2019, sono attuati per una durata complessiva:

– non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;

– non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;

– non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei (art. 1, commi 784-785).

Fondo per il reddito di cittadinanza

Al fine di introdurre nell’ordinamento le pensioni di cittadinanza e il reddito di cittadinanza, quest’ultimo quale misura contro la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, della libera scelta del lavoro, nonché del diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura, attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti esposti al rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito un fondo denominato “Fondo per il reddito di cittadinanza”.

Con appositi provvedimenti normativi, nei limiti delle risorse appositamente stanziate, si provvederà a dare attuazione agli interventi ivi previsti; fino alla data di entrata in vigore di tali misure nonché sulla base di quanto disciplinato dalle stesse, continuano ad essere riconosciute le prestazioni relative al beneficio economico del Reddito di inclusione (ReI) (art. 1, comma 255).

Esenzione dei contratti a termine dall’applicazione del Decreto dignità

 

Viene modificato il cd. Decreto dignità, prevedendo l’esenzione dei limiti in esso stabilito per i contratti a tempo determinato stipulati:

– dalle pubbliche amministrazioni,

– dalle università private, incluse le filiazioni di università straniere,

– dagli istituti pubblici di ricerca,

– dalle società pubbliche che promuovono la ricerca e l’innovazione ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere attività di insegnamento, di ricerca scientifica o tecnologica, di trasferimento di know-how, di supporto all’innovazione, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa (art. 1, comma 403).

Contrasto al lavoro irregolare e potenziamento INL

Sono previste assunzioni di ispettori ed aumento delle sanzioni per il contrasto al sommerso e per la sicurezza sul lavoro.

In particolare, è prevista l’assunzione di 300 ispettori in più nel 2019, 300 nel 2020 e 330 nel 2021 presso l’Ispettorato nazionale del lavoro; inoltre, è prevista anche l’assunzione di 4.000 persone in più presso i Centri per l’Impiego.

Le sanzioni aumentano del 20% in caso di:

– lavoratori occupati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro;

– violazioni della disciplina relativa alla somministrazione di lavoro, appalto e distacco;

– violazione della durata massima dell’orario di lavoro, riposo giornaliero, riposo settimanale;

– altre ipotesi individuate da apposito decreto ministeriale.

Inoltre, sono aumentati del 10% gli importi dovuti per la violazione delle disposizioni del TU sulla sicurezza del lavoro, sanzionate in via amministrativa o penale.

Tali maggiorazioni sono raddoppiate qualora, nei 3 anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti (art. 1, comma 445).

Misure per la famiglia

Viene elevato da 4 a 5 giorni il bonus paternità, mentre viene confermato il giorno di congedo facoltativo (art. 1, comma 278).

In alternativa alla consueta modalità di utilizzo del congedo obbligatorio di maternità, è riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i 5 mesi successivi allo stesso, previo parere positivo del medico che attesti che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro (art. 1, comma 485).

 

Il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati viene aumentato da 1.000 a 1.500 euro l’anno ed è esteso fino al 2021. A partire dal 2022 il buono sarà determinato, nel rispetto del limite di spesa programmato e comunque per un importo non inferiore a 1.000 euro su base annua, con DPCM, su proposta del Ministro per la famiglia, da adottare entro il 30 settembre 2021, tenuto conto degli esiti del monitoraggio previsto per la misura (art. 1, comma 488).

Smart-working (Lavoro agile)

Con riferimento allo smart-working (o Lavoro agile), vengono apportate modifiche alla L. n. 81/23017, prevedendo che venga data la priorità di accesso alle lavoratrici, nei 3 anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità, e ai lavoratori con figli in condizioni di disabilità (art. 1, comma 486).

Agevolazioni disabili

E’ disposto che l’INAIL rimborserà al datore di lavoro il 60% della retribuzione corrisposta dal datore di lavoro – fino ad un massimo di 12 mesi – al lavoratore disabile destinatario di un progetto di reinserimento, mirato alla conservazione del posto di lavoro, che alla cessazione dello stato di inabilitaÌ temporanea assoluta non possa attendere al lavoro senza la realizzazione degli interventi individuati nell’ambito di un apposito progetto di reinserimento, che può essere proposto dal datore di lavoro ed approvato dall’INAIL (art. 1, comma 533).

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