COVID-19 – CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO RILANCIO

Sulla G.U. n. 180 del 18 luglio 2020, S.O. n. 25, è stata pubblicata la L. 17 luglio 2020, n. 77, che ha convertito, con modificazioni, il D.L. n. 34/2020 – c.d. Decreto Rilancio, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19″. La legge, in vigore dal 19 luglio 2020, prevede una serie di novità, tra le più rilevanti: in ambito di ammortizzatori sociali, tutti i datori di lavoro che hanno interamente utilizzato il periodo di cassa integrazione precedentemente concesso fino alla durata massima di 14 settimane, possono usufruire di ulteriori 4 settimane anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020; in tema di contratti a termine e apprendistato, è stata prevista la proroga della durata dei contratti a termine e degli apprendistati in scadenza, nella misura equivalente al periodo di sospensione subito in occasione dell’emergenza COVID; riguardo ai congedi parentali è possibile fruire del congedo di 30 giorni per i figli di età non superiore a 12 anni fino al 31 agosto 2020; in merito allo smart working, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, il diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile è riconosciuto ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2.

Ammortizzatori sociali (artt. 68, 70, 70-bis, 71)

I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per una durata massima di 9 settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di:

– ulteriori 5 settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente già autorizzato un periodo di 9 settimane;

– un eventuale ulteriore periodo di 4 settimane da fruire all’interno del periodo 1° settembre 2020-31 ottobre 2020. I datori di lavoro che hanno interamente utilizzato il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di 14 settimane, possono usufruire di ulteriori 4 settimane anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020. 

Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 è fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020. Indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l’accettazione possono presentare la domanda nelle modalità corrette, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente. La domanda, presentata nelle modalità corrette, è considerata comunque tempestiva se presentata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52 (17 giugno 2020).

In deroga a quanto previsto dalla legislazione vigente, le domande per i trattamenti di integrazione salariale, anche in deroga, con causale Covid-19 devono essere presentate, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In sede di prima applicazione, i termini sono spostati al 17 luglio 2020 (trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore del D.L. n. 52/2020), se tale ultima data è posteriore a quella prevista per la scadenza dell’invio delle domande.

Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il termine è fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020.

Indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possono presentare la domanda nelle modalità corrette entro 30 giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.

Tuttavia, la presentazione di tale domanda è considerata ugualmente tempestiva se presentata entro 30 giorni dal 17 giugno 2020 (data di entrata in vigore del D.L. n. 52/2020), ossia entro il 17 luglio 2020.

Il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda. I periodi di trattamento sono concessi per una durata massima di 90 giorni, dal 23 febbraio 2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il 31 dicembre 2020, e non sono computati ai fini delle successive richieste. Per accelerare le autorizzazioni, le integrazioni salariali CISOA con causale “emergenza COVID-19” sono concesse dalla sede dell’INPS territorialmente competente.

La domanda di CISOA deve essere presentata, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione dell’attività lavorativa. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 è fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020. Per i lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai quali non si applica il trattamento di CISOA, può essere presentata domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga.

Congedo parentale (art. 72)

In sede di conversione è stato confermato l’aumento da 15 a 30 giorni (continuativi o frazionati) della durata massima del congedo parentale per ciascun genitore lavoratore dipendente del settore privato con figli di età non superiore a 12 anni (senza limiti di età in caso di figli con disabilità). E’ riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione.

I periodi di congedo devono essere utilizzati in maniera alternativa da entrambi i genitori lavoratori conviventi e che possono essere fruiti anche in forma giornaliera ed oraria.

Il termine finale per la fruizione del congedo è stato prorogato dal 31 luglio al 31 agosto 2020.

Licenziamenti e trasferimento d’azienda (art. 80)

La legge di conversione del Decreto Rilancio conferma fino al 17 agosto 2020 il blocco dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e la sospensione delle procedure in corso.

È stata, invece, introdotta una disposizione in base alla quale, fino al 17 agosto 2020, si modificano i termini complessivi delle procedure previste dalla legge in caso di trasferimento d’azienda in cui sono complessivamente occupati più di 15 lavoratori. In particolare, la durata dei termini previsti per la procedura di comunicazione degli obblighi d’informazione alle rappresentanze sindacali, a carico delle parti private che trattano il trasferimento d’azienda, e di esame congiunto delle informazioni trasmesse, in caso di mancato accordo, non può avere durata inferiore ai 45 giorni.

DURC (art. 81)

In sede di conversione, è stato soppresso il comma 1 dell’art. 81, che, modificando l’art. 103 del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020), stabiliva che i documenti unici di regolarità contributiva (DURC) in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020 conservano validità sino al 15 giugno 2020.

A seguito dell’abrogazione, pertanto, anche per il DURC trova applicazione la disciplina stabilita in via generale dall’art. 103, comma 2, che ha previsto la proroga della validità di tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, a condizione che siano in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, per i successivi 90 giorni dalla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.

Smart working (art. 90)

Confermata la previsione per la quale fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli artt. da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

In sede di conversione è stata introdotta la previsione secondo la quale fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, il diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile è riconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.

Apprendistato e contratti a termine (art. 93)

Il termine dei contratti di apprendistato (diverso da quello professionalizzante), e dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, è prorogato di una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Resta fermo al 30 agosto 2020 il termine finale per la proroga o il rinnovo dei contratti di lavoro a termine senza necessità di causale.

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